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La storia di “scriviamo una storia”

Abbiamo pensato di inaugurare il concorso del thread settimanale più interessante o divertente, con uno che non è stato scritto da nessuno di noi in particolare, ma dall’intera Community Italiana di Power Soccer!!! Quindi come non premiare l’idea del nostro el-pocho-lavezzi2 intitolata “Scriviamo una storia”:

C’era una volta in un bosco intricato un nano pelato commette un reato esclamando tutto adirato: “Oh caspita, ho pestato…” il mio vello dorato che avevo rubato a un pazzo boscaiolo che era pizzaiolo e che ogni giorno serviva i tifosi napoletani con pizza e birra.
Venne lotito e se ne andò ma prima di andarsene si bevve una Coca-Cola con i camerieri che facevano la ola.

All’improvviso però, si udì da lontano un tuono molto cupo. Tutti si girarono e una tempesta sì, tuoni, fulmini e lampi il cielo diventò nero, le nuvole minacciose iniziarono a sparare pioggia, ma tutto finì improvvisamente!

Quando GianGiacomo si risvegliò, sussurrò ad un cavallo di correre più velocemente ed arrivò dalle principesse gemelle!!!!
Vedendo cotanta bellezza cadde e si ruppe l’osso sacro e il gomito destro ed arrivarono i servitori delle principesse a vestirle per operare ma scoprirono che nessuna delle due aveva le mutandine e rimase nuda in mezzo al corridio.
Le persone erano spaventate vedendo il bosco intricato: “ma che bel boschetto” intravide un giggillo sospetto sarà forse una campanella!
Invece no era una strana gamba. Ma no, guardando bene aveva entrambi i fianchi sporgenti, una cessa in pratica!

Esclamò Giangiacomo, poi udì un fischio tremendo che spaventò lui e tutti gli animali; e dall’oscurità apparì un conisglio bianco, Bianconiglio che gli sussurrò: “Sono tuo padre” e lui rispose, dicendo: “Tu ti droghi”, prese il fucile e sparò in aria, ma colpì un oggetto vagante.
Mentre precipitava notò che era un aereo verde che lanciava foglie a sette punte che cadendo si trasformavano in fiocchi di neve, anzi in Biancaneve con una mela.

Oh!! Spunta Gargamella e dice a Biancaneve: “Ho calpestato i nani!!!”, ma dall’odore sembra il frutto della passione!
E fecero l’amore.

Ma chi? Gargamella e i puffi che non trovando più Puffetta che forse era andata nel fienile di Paperino a cercar l’ago finto in un pagliaio. E chinandosi per prenderlo, lo prese e un cavallo nel posteriore lo scalciò nitrendo facendolo volare vicino a casa sua.
Mamma mia che dolore!

Nel frattempo, GianGiacomo uscì da casa, usava uno spremiagurmi industriale per raccogliere le arance ma invece si accorse di aver dimenticato le arance in lavatrice e ripegò sulle noci acciaccandole con la testa e poi le mangiò.
Dopo averle mangiate andò in bagno e fece la cacca come il torrone sebasti. Dopo che finì, ma l’odore acre ruppe il gabinetto e non potè più fare i bisogni.

Un altro giorno iniziò ma sempre di cacca. Di prima matina infatti subito la pestò e dopo aver bestemmiato, “porta fortuna!!!” esclamò Totò, e decise di proseguire per andare al negozio di carmelle, dove incontrò un giocatore di calcio che si chiamava “El Pocho Lavezzi” e disee: “oh mamma, che bruttezza! Meglio Gialappo”.
Forse no, e vomitò.

Ma da molto lontano urla di terrore violarono il silenzio che non tornò più, fino a quando un ultimo grido pose fine alla vita del Pocho Lavezzi che cambiando tattica per la centesima volta si trovò convocato da Maradona. E lo convocò in nazionale.

GianGiacomo aveva scoperto un modo per buggare, ma anche per laggare. Jackshadow lo bannò e quindi aprì un complaint, scaricò dei trucchi e non capì cosa fece e cercò aiuto a Milano, dove un taxi erà lì pronto per portarlo allo stadio; ma il tassista era il risolto Pocho Lavezzi.

Girando per Milano alla mattina, trovò un poliziotto che lo fermò e gli chiese, tutto arrabbiato, puoi venire in Commissariato?
Lo guardò sbigottito e gli diede un pugno, salì sulla macchina e accellerò a tutta velocità verso l’infinito e oltre. Arrivato a destinazione, vide il poliziotto che lo incorreva con lo scarabeo a spinta protonica nucleare.

Allora ricominciò a correre ma non vide il lampione prendendolo in pieno e cadendo giù da un burrone sì ricordò che aveva gli stivali a molla e rimbalzò come un pallone gonfio di elio andato a male.
Sbattè la testa cominciando a piangere come quando perdeva sotto le barche a carte giocando con pippo e contro “El Pocho Lavezzi 2”, così si alzò e smise di costruire barche.

Ma improvvisamente si voltò, vide il poliziotto che ancora lo inseguiva velocemente e utilizzò l’elio rimasto per prendere il volo fino ad atterrare lontano come un puntino tra altri puntini.

Si ritrovò nella settimana enigmistica, un bel quiz che la soluzione portava alla scoperta della foresta in cui abitava Tarzan che quando lo vide gli disse esclamando vigorosamente: “Oh! cercavo giusto un amico degli animali per curare il mio animale”. E si girò indicando…

Siete curiosi di sapere come andrà a finire? Continuate ancora ad aiutarci a costruire questa storia sperando che si riuscirà ad arrivare a mettere le usuali parole: “E vissero felici e contenti. Fine”🙂

ioriadileo (CFRA editore)

thread per i commenti: http://www.powerchallenge.com/?p=forum&sub=topic&forum_id=12&topic_id=187689

Categorie:Utenti
  1. 11 maggio 2010 alle 12:36

    Non era un thread utile?….

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