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Le bandiere nel calcio

«Nel calcio non esistono più le bandiere: ormai comandano la politica e l’economia».

Queste sono le parole di Zeman in una recente intervista. Credo che non abbia assolutamente torto, la sua è una dichiarazione che conferma tutto ciò che oggi vive il calcio sia italiano che estero.

Oggi i giocatori non sono più quelli di una volta con l’attaccamento alla maglia.

Prima il calciatore faceva parte del club per molti anni della sua carriera e viveva tutti i momenti sia di gioia che di dolore. Raramente il calciatore rinunciava alla squadra solo perché il campionato non era gratificante.

Oggi possiamo dire che le bandiere nel calcio italiano esistono ma sono veramente poche; Francesco Totti , Del Piero e Zanetti e ancora qualche altro che fanno parte di un club da tantissime stagioni. Escludendo alcuni nomi, credo che nel resto del calcio ci sia troppa attenzione verso il calciomercato e verso il fattore economico. Considero queste le motivazioni che ci portano a ricordare piacevolmente i “vecchi”, considerati campioni. Parliamo di Gigi Riva, Sandro Mazzola, Giacinto Facchetti, Giacomo Bulgarelli che rimangono sempre un “ricordo” nel tempo per i veri tifosi.

E’ chiaro che oggi si prendono in considerazione purtroppo solo i calciatori dei club della massima serie, ma è anche vero che qualcuno farà sicuramente la differenza. Infatti nelle categorie inferiori esistono ancora dei calciatori con idee diverse che hanno rinunciato alla carriera per non lasciare la propria città o la squadra di appartenenza.

Purtroppo, ci rendiamo conto che questa mentalità è destinata a sparire… infatti il calcio è business.

Vorrei far luce sull’ultimo caso accaduto, proprio ieri. Leonardo è passato ufficialmente all’inter come allenatore, nessun problema direte voi. Io, da tifoso milanista, ma come tutti coloro che sono fans della squadra rossonera, mi sono sentito offeso e tradito da questo comportamento, dato che solamente 2 mesi fa, il 22 novembre, aveva rilasciato le seguenti dichiarazioni: “In questo momento sarebbe come tradire la mia storia, il mio passato in rossonero. E’ trascorso poco tempo, sono ancora troppo legato al Milan. Ora farei troppa fatica a lavorare in Italia, in futuro magari, ma adesso no”. Ecco qui…13 anni in rossonero da giocatore, dirigente e allenatore mandati in fumo per i soldi. Ormai solo a quelli si pensa.

L’unica bandiera ormai sono i SOLDI. Come andrà a finire il mondo del calcio?

Giova95(RA)

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Categorie:Fanzone
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