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Champions League – Ottavi di Finale (Andata)

Mi sono perso la Champions League, ed ora? Quali sono stati i risultati degli Ottavi di Finale, cosa è accaduto?
Non è un problema, ci siamo noi.

Power Soccer Times, in…
Oh no, e la partita? Ah, è vero, c’è PST!

Iniziamo a vedere, in ordine cronologico, ciò che è accaduto in questa parte di coppa.

AC Milan 0 – 1 Tottenham Hotspur FC
AC Milan:
Abbiati (18’pt Amelia), Abate, Nesta, Yepes, Antonini, Gattuso, Thiago Silva, Flamini, Seedorf (1’st Pato), Ibrahimovic, Robinho. A disp.: Jankulovski, Legrottaglie, Sokratis, Oddo, Merkel.
All.: Allegri
Tottenham Hotspur FC:
Gomes, Corluka (15’st Woodgate), Gallas, Dawson, Assou-Ekotto, Lennon, Palacios, Sandro, Pienaar (32’st Kranjcar), Van Der Vaart (18’st Modric), Crouch. A disp.: Cudicini, Bassong, Defoe, Pavlyuchenko.
All.: Redknapp
Arbitro: Lannoy
Marcatori: 35’st Crouch
Ammoniti: Flamini, Yepes, Gattuso
Resocontro partita:
Un fulmineo contropiede inglese decide la gara di andata degli Ottavi di Finale tra Milan e Tottenham: al 35′ della ripresa è Crouch a siglare la rete che fissa il risultato sull’1-0 per i suoi. Una grande ripartenza di Lennon coglie di sorpresa la retroguardia del Milan, trovatasi in difficoltà nell’occasione del gol subito. Brutta appendice finale con Gattuso che cerca di entrare in contatto, riuscendovi, con un Joe Jordan, accompagnatore della formazione inglese: già nella ripresa il milanista aveva attaccato letteralmente Jordan toccandolo fortemente in volto.
La gara ha visto un Tottenham organizzato e che ha iniziato molto bene, chiudendo il Milan nella propria trequarti. Lennon, Colucka e Palacios scandiscono a dovere i tempi di manovre ed affondi degli Spurs. Rossoneri quasi assenti e dimessi, il Tottenham spinge e crea qualche grattacapo alla retroguardia di casa, non sempre impeccabile nele chiusure e nel contenimento. Il Milan prova timidamente ad affacciarsi dalle parti dell’inoperoso Gomes, rimasto tale anche dopo la conclusione da fermo di Ibrahimovic. Robinho stenta a proporsi, il centrocampo ha altre difficoltà nell’impostare e prender metri. Nella ripresa Allegri mette mano al proprio scacchiere propronendo un tris d’assi come Ibrahimovic-Robinho-Pato, quest’ultimo subentrato a Seedorf. Gli uomini di Redknapp però non calano e sfiorano il gol con Van der Vaart che spalle alla porta tenta un lob improvviso, terminato alto. L’occasione gol più importante del match vede protagonista Yepes in un’incursione in area ospite: stacco del colombiano, risposta superba di Gomes che nega il gol al centrale rossonero. Il duello si ripete al 70′ con lo stesso esito: incornata di Yepes, Gomes vola a nega poi la difesa libera. Fase di stanca del match fino a quando Lennon attiva la ripartenza che porta al gol di Crouch: doccia fredda per il Milan, l’undici di Allegri cerca in tutti i modi di centrare il pari: Dawson salva su Robinho, pronto a calciare sotto misura; Ibrahimovic segna in rovesciata, ma l’arbitro annulla per una spinta dello svedese al momento del tiro. Forcing vano, il Tottenham vince meritatamente: al White Hart Lane sarà dura per i rossoneri.

Valencia 1-1 Schalke
Valencia:
Guaita; Miguel, David Navarro, Costa , Mathieu (35′ st Alba ); Banega (23′ st Joaquin), Topal , Costa ; Dominguez (23′ st Vicente), Soldado, Aduriz A disp.: Sanchez, Bruno, Maduro, Hernandez.
All.: Emery
Schalke 04:
Neuer; Uchida , Howedes , Metzelder , Schmitz ; Farfan (33′ st Draxler ), Kluge, Matip, Jurado (38′ st Edu); Huntelaar (45′ st Hao ), Raul . A disp.: Schober, Sarpei, Karimi, Garanovic.
All.: Magath
Arbitro: Nikolaev
Marcatori: 17′ Soldado (V), 19′ st Raul (S)
Ammoniti: Matip (S), Costa (V), Neuer (S), Jurado (S)
Espulsi: 48′ st Schmitz (S)
Resocontro partita:
Il Valencia parte con la foga di chi vuole andare in Germania solo per gestire il risultato e stupire il Mestalla.
La vittoria in casa è un po’ un obbligo, Emery lo sa, e ai suoi uomini infonde questa certezza.
Lo Shalke delude sopratutto con Huntelaar che divora due occasioni a tu per tu con Guaita.
Soldado suona la carica e sembra in discesa,l’attaccante è bravo ad anticipare la difesa tedesca e concretizzare un cross dalla sinistra di Mathieu.
Nella ripresa sembra che i ruoli si siano invertiti.
Il Valencia lascia il gioco agli avversari e sopratutto sottovaluta la voglia di gol di Gonzalez Blanco.
Raul segna e raggiunge quota 70. Il giocatore sembra carico dal gol e non si accontenta del pareggio.
Finisce 1-1, risultato sicuramente favorevole ai tedeschi.
Il Valencia ha sprecato molto, cosa che in Germania non potrà permettersi di fare.

Arsenal 2-1 Barcelona
Arsenal:
Szczesny; Eboue, Djourou, Koscielny, Clichy; Song (24′ st Arshavin), Wilshere; Walcott (32′ st Bendtner), Fabregas, Nasri; van Persie. A disp.: Almunia, Squillaci, Denilson, Gibbs, Rosicky.
All.: Wenger
Barcellona:
Valdés; Dani Alves, Piqué, Abidal, Maxwell; Sergio Busquets, Xavi, Iniesta; Pedro, Villa (24′ st Keita), Messi. A disp.: Joao Pinto, G.Milito, Mascherano, Afellay, Bojan.
All.: Guardiola
Arbitro: Rizzoli
Marcatori: 26′ Villa (B); 34′ st van Persie (A); 38′ st Arshavin (A)
Ammoniti: Song (A), Nasri (A), Iniesta (B), Piqué (B), van Persie (A)
Resocontro partita:
Nell’andata degli ottavi di Champions, l’Arsenal batte il super-Barcellona di Guardiola per 2-1 ribaltando nel finale il vantaggio ottenuto da Villa al 26′ del primo tempo.
Il Barça ha altre occasioni per segnare, ma i Gunners rispondono colpo su colpo, escono alla distanza e stendono i blaugrana con uno-due nel giro di quattro minuti firmato da van Persie (79′) e Arshavin (83′)

Roma 2-3 Shakhtar Donetsk
Roma:
Doni; Cassetti, Mexes, Burdisso, Riise (1′ st Castellini); Taddei, De Rossi, Perrotta; Menez; Totti, Vucinic (23′ st Borriello). In panchina: Lobont, Juan, Simplicio, Greco, Brighi.
Allenatore: Ranieri
Shakhtar Donetsk:
Pyatov; Srna, Chygrynskiy, Rakitskiy, Rat; Costa; Mkhitaryan (33′ st Vitsenets), Hubschmann, Costa (21′ st Eduardo), Jadson (40′ st Teixeira); Willian, Luiz Adriano. In panchina: Khudzhamov, Chyzhov, Ishchenko, Stepanenko.
Allenatore: Lucescu
Arbitro: Benquerenca (Portogallo)
Marcatori: 28′ Perrotta, 16′ st Menez (R), 29′ Jadson, 36′ Costa, 41′ Luiz Adriano (S)
Ammoniti: Chygrynskiy, Luiz Adriano, Rakitskiy, Pyatov (S), Cassetti, Menez, Perrotta (R)
Resocontro partita:
Tracollo Roma allo stadio Olimpico. I giallorossi steccano clamorosamente la gara di andata degli ottavi di Champions League subendo il 3-2 senza appello di uno Shakhtar Donetsk in grande spolvero. Quattro dei cinque gol arrivano nel primo tempo quando la Roma, dopo venti minuti di supremazia, si concede degli errori difensivi colossali nell’arco di un quarto d’ora che permettono agli ucraini di reagire al vantaggio iniziale di Perrotta con il gol di Jadson. Da quel momento in poi gli ospiti dilagano con le segnature di Costa (36′) e Luiz Adriano (42′). Inutile la corsa alla rimonta nella ripresa che al 61′ vede il gol di Menez. Un lampo meraviglioso, ma insufficiente. La Roma esce tra i fischi sonori dell’Olimpico e si ritrova con un piede fuori dalla Champions: vincere con due gol di scarto in Ucraina senza i diffidati Cassetti e Menez sarà un’impresa. Difficile, ma non impossibile.

København 0-2 Chelsea
Copenaghen: Wiland; Pospech, Jorgensen, Antonsson, Wendt (75′ Bengtsson); Bolanos, Kvist, Claudemir, Gronkjaer (87′ Zohore); Santin (46′ Vingaad), N’Doye
Chelsea: Cech; Bosingwa, Ivanovic, Terry, Cole A; Ramires, Essien, Lampard; Anelka (74′ Drogba), Malouda (85′ Zhirkov); Torres (92′ Kalou)
Arbitro: Kuipers (Olanda)
Reti: 17′, 54′ Anelka (C)
Ammoniti: Jorgensen, Pospech (C), Torres, Malouda, Terry (C)
Resocontro partita:
Il mattatore è Nicolas Anelka, il francese è in palla e conferma la bontà della scelta di Ancelotti che lo piazza al fianco di un Fernando Torres ancora non ambientatosi nella sua nuova squadra e lascia in panchina Didier Drogba. L’ivoriano non segna da troppe partite, l’allenatore ex Milan preferisce lasciarlo fuori dall’undici titolare. Non sbaglia.
Il Chelsea non rischia mai, pur non esprimendo un calcio trascendentale e al 17′ del primo tempo si trova avanti grazie alla furbizia di Anelka e ai contemporanei errori dell’ex Gronkjaer e del portiere Wiland. Tutto troppo facile contro una squadra, quella danese, che non sembra mai in condizione di poter reagire. Al 22′ Torres avrebbe l’occasione di chiudere subito il match, ma la giocata dello spagnolo è perfetta soltanto fino al tiro.
Gli inglesi non alzano il ritmo e sembrano attendere la sfuriata del Copenaghen, ma i danesi si intestardiscono a correre per vie centrali scontrandosi puntualmente contro i centrali di Ancelotti, Terry in testa. Così in apertura di ripresa è ancora Anelka a buttarla in rete rendendo il ritorno dello Stamford Bridge poco più che una formalità.
Nemmeno sotto di due gol i padroni di casa riescono ad impensierire più di tanto Cech (sicuro sul tentativo di Gronkjaer) nonostante la spinta del pubblico che avrebbe tanta voglia di un’impresa che non arriverà. I danesi, una delle sorprese del girone eliminatorio, subiscono i tanti giorni senza una partita ufficiale dovuti alla pausa del loro campionato e non hanno quella condizione fisica brillante che gli aveva consentito di giocare grandi finali di partita nel girone eliminatorio.

Lyon 1-1 Real Madrid
Lione: Lloris; Revelliere, Cris, Lovren, Cissokho; Kallstrom (77′ Pjanic), Toulalan; Delgado (70′ Briand), Gourcuff, Gomis; Bastos (70′ Pied)
Real Madrid: Casillas; Arbeloa, Pepe, Ricardo Carvalho, Sergio Ramos; Xabi Alonso, Khedira (69′ Diarra L.); Di Maria, Ozil (75′ Marcelo), Cristiano Ronaldo; Adebayor (64′ Benzema)
Arbitro: Stark (Germania)
Reti: 65′ Benzema (RM), 84′ Gomis (L)
Ammoniti: Sergio Ramos, Di Maria, 90′ Casillas (RM), Bastos, Cris, Pied (L)
Resocontro partita:
Il Lione si conferma squadra difficile per il Real Madrid. Dopo l’eliminazione nella passata edizione della Champions League, le merengues trovano di nuovo i francesi sulla prorpia strada. Mourinho si affida di nuovo al togolese Adebayor, l’ultimo acquisto di gennaio, apparso ancora fuori forma e non del tutto inserito negli schemi della squadra. Il primo tempo è privo di emozioni, con il Lione che però si dimostra più vivace soprattutto in attacco. Nel secondo tempo la musica cambia.
Il Real va vicino al gol in più di un’occasione prima con C.Ronaldo che colpisce il palo su punizione, e poi con Sergio Ramos il cui colpo di testa si stampa sulla traversa. Al 20esimo entra l’ex di turno, Karim Benzema, al posto di uno spento Adebayor, e al primo pallone toccato va subito in gol. Uno a zero e palla al centro. Il Lione reagisce immediatamente e il tecnico Claude Puel lancia nella mischia anche il talento Pjanic, inspiegabilmente in panchina. Proprio da una sua punizione nasce il pareggio di Gomis all’82esimo, abile a sfruttare una sponda aerea di Cris. Deluso per il pareggio Mourinho che già assaporava il gusto della vittoria. Al ritorno, il 16 marzo al Bernabeu, lo Special One vorrà un Real spietato.

Marseille 0-0 Man. United
Marsiglia: Mandanda; Fanni, Diawara, Mbia, Heinze; Cissé (25′ st Cheyrou), Kaboré; Remy (34′ st Valbuena sv), Lucho Gonzalez, A. Ayew; Brandao. A disp.: Andrade, Taiwo, Hilton, Abriel, J. Ayew. All.: Deschamps
Manchester United: Van der Sar; O’Shea, Smalling, Vidic, Evra; Carrick; Nani, Gibson (27′ st Scholes sv), Fletcher, Rooney; Berbatov. A disp.: Kuszczak, Brown, Fabio, Rafael, Obertan, Hernandez. All.: Ferguson
Arbitro: Brych
Resocontro partita:
In una gara prevalentemente tattica, Olympique de Marseille e Manchester United FC si neutralizzano a vicenda e rimandano lo spettacolo al 15 marzo, data del ritorno degli ottavi di finale di UEFA Champions League.
Prive di alcune pedine chiave per infortunio, le squadre non riescono ad accendere la partita, anche se possono trarre spunti positivi per il retour-match all’Old Trafford. Nonostante l’assenza dell’attaccante André-Pierre Gignac, il Marsiglia mette in difficoltà i Red Devils con gli esterni André Ayew e Loïc Rémy, ma impegna di rado Edwin van der Sar. Sir Alex Ferguson potrà invece essere soddisfatto di Chris Smalling, in campo al posto di Rio Ferdinand e sempre efficace su Brandão.
Assente dagli ottavi di UEFA Champions League dal 1993, anno in cui ha vinto la competizione, il Marsiglia prova subito ad attaccare. Al 1′, Ayew vola sulla sinistra e crossa per Rémy, che però sparacchia alto. Gli ospiti, reduci da nove vittorie nelle ultime 10 trasferte europee, strappano le redini del gioco agli avversari e si rendono pericolosi con Nani.
L’esterno portoghese supera due volte l’ex Gabriel Heinze, mentre al 9′ viene atterrato da Stéphane Mbia al limite dell’area. Sugli sviluppi del calcio di punizione, Darren Fletcher costringe Steve Mandanda a un intervento a pelo d’erba dopo un rinvio corto su traversone di Nani.
Le frequenti incursioni di Nani sembrano preoccupare i padroni di casa, che iniziano a giocare con maggiore attenzione. Ayew arretra per proteggere Heinze, mentre Edouard Cissé e Charles Kaboré fanno scudo davanti ai centrali. Anche lo United fatica a trovare il ritmo ed entrambi portieri restano a guardare per gran parte del primo tempo. A 4′ dall’intervallo, però, Van der Sar deve intervenire prontamente per evitare il gol su un corner di Ayew sul primo palo.
L’OM cerca la quinta vittoria consecutiva in questa edizione di Champions e, nel secondo tempo, comincia a farsi più minaccioso. Dopo un colpo di testa di Brandão che termina fra le braccia di Van des Sar, Ayew lancia Lucho González a rete con un pregevole diagonale ma calcia con troppa potenza. Al 62′, i francesi sono di nuovo in zona gol, ma il tiro-cross di Ayew sfila davanti allo smarcato Brandão sul secondo palo.
Gli sforzi dell’undici di Didier Deschamps non vengono premiati ed è lo United a chiudere in crescendo. Souleymane Diawara si immola per neutralizzare una conclusione di Dimitar Berbatov, mentre all’82’ Mandanda esce dalla porta e intercetta il pallone sui piedi di Nani. Al fischio finale sono le difese a uscire vittoriose, suggellando lo 0-0 e lasciando la sfida aperta in vista della gara di ritorno.

Internazionale 0-1 Bayern
Inter: Julio Cesar; Maicon, Lucio, Ranocchia, Chivu Zanetti, Thiago Motta, Cambiasso; Stankovic, Sneijder; Eto’o.
A disposizione: Castellazzi, Kharja, Mariga, Materazzi, Pandev, Nagatomo, Coutinho,
Allenatore: Leonardo
Bayern Monaco: Kraft; Lahm, Tymoshchuk, Badstuber, Pranjic; Luiz Gustavo, Schweinsteiger; Robben, Müller, Ribery; Mario Gomez.
A disposizione: Butt, Breno, Van Buyten, Ottl, Altintop, Kroos, Klose.
Allenatore: Louis Van Gaal.
Arbitro: Kassai (Ungheria)
Resocontro partita:
Pali, grandi parate dei portieri, ghiotte occasioni fallite, emozioni a non finire. E nel finale arriva anche il gol, quello di Mario Gomez, che decide la riedizione dell’ultima finale di UEFA Champions League tra FC Internazionale Milano e FC Bayern München. L’accesso ai quarti di finale si deciderà il 15 marzo alla Fußball Arena München, ma i bavaresi compiono un passo sicuramente importante gelando San Siro poco prima del fischio finale.
Senza l’infortunato Diego Milito e senza Giampaolo Pazzini che non può giocare in UEFA Champions League, Leonardo schiera il solo Samuel Eto’o in attacco con Wesley Sneijder e Dejan Stanković a supporto. Rientra Lúcio, ex di turno, che va a far coppia con Andrea Ranocchia al centro della difesa. Louis Van Gaal si affida al duo ‘Robbery’ – Arjen Robben e Franck Ribéry – che insieme a Thomas Müller operano alle spalle del centravanti-boa Mario Gomez in un 4-2-3-1 in cui il brasiliano Luiz Gustavo si piazza a centrocampo vicino a Bastian Schweinsteiger e Anatoliy Tymoshchuk retrocede sulla linea difensiva.
Al primo affondo l’Inter ha la palla buona per passare in vantaggio. Punizione dalla trequarti di Sneijder, Ranocchia viene perso di vista dalla difesa bavarese, ma il suo piatto destro al volo da ottima posizione sfila a lato alla sinistra di Thomas Kraft. Il Bayern punge soprattutto sulle fasce anche se ad andare vicino al gol è Luiz Gustavo con due siluri dalla distanza: il primo sfiora il palo dopo aver toccato pericolosamente terra davanti a Júlio César. Il secondo sembra beffare il portiere brasiliano grazie a una deviazione, ma il pallone passa a un niente dall’incrocio dei pali.
La partita resta vibrante e nel giro di un minuto entrambe le squadre vanno vicinissime al vantaggio: prima Esteban Cambiasso si ritrova a tu per tu con Kraft grazie allo splendido lavoro di Eto’o sulla destra. Il centrocampista si fa però ribattere la conclusione a botta sicura dal 22enne portiere tedesco. Dall’altra parte Ribéry anticipa tutti sul cross da destra di Robben ma il suo colpo di testa scheggia la traversa.
Il Bayern crea gioco soprattutto a destra dove Philipp Lahm sale spesso per sovrapporsi a Robben. Il terzino della nazionale tedesca mette uno splendido pallone al centro per Gomez, ma il centravanti spreca tutto calciando alle stelle da due passi. Dall’altra Eto’o si gira con rapidità fulminante nel cuore dell’area di rigore e lascia partire un sinistro secco che costringe Kraft al grande intervento in tuffo. Un primo tempo senza gol, ma pieno di emozioni, si chiude con il passaggio filtrante di Stanković per Maicon, la cui bordata da posizione defilata sfiora il bersaglio grosso.
Le emozioni non tardano ad arrivare nemmeno nella ripresa. La pennellata d’autore di Robben per Müller non è sfruttata a dovere dal giovane attaccante tedesco che colpisce male di testa da due passi. L’olandese volante è incontenibile quando cambia marcia. Se ne accorgono i difensori nerazzurri quando lo vedono sfrecciare in diagonale dal centro verso destra come non ci fossero avversari prima di lasciar partire un tiro che si infrange sul palo esterno.
L’Inter si riaffaccia davanti ancora con Eto’o. Kraft respinge la conclusione del centravanti proprio sui piedi dell’accorrente Cambiasso, ma l’argentino calcia alto da due passi. Non c’è un attimo di tregua, anche perchè Robben è sempre pronto al decollo. Stavolta lo scatto dell’olandese si conclude con un tiro dal limite che sfiora la traversa.
Leonardo perde Ranocchia per infortunio e inserisce Houssine Kharja, mettendo Javier Zanetti a fare il terzino e spostando Cristian Chivu al centro della difesa. Proprio il centrocampista marocchino trova spazio a destra, ma il suo diagonale rasoterra è ancora una volta neutralizzato dall’ottimo Kraft che poco dopo si fa trovare al posto giusto per dire no anche al colpo di testa di Thiago Motta.
L’assedio finale dell’Inter non produce frutti. Anzi, il Bayern si riaffaccia per l’ultima volta in attacco e trova il gol: Julio Cesar non trattiene un tiro di Robben dalla distanza e per Gomez è un gioco da ragazzi regalare il successo alla sua squadra. Ma è solo il primo tempo…

Quindi, da Gialappo è tutto, linea allo studio!
Gialappo – Reporter (RA)

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Categorie:Fanzone
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