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Tsunami e crolli, Giappone devastato

Alle 7.00 di mattina, (ora Italiana), un terremoto d’intensità devastante (8.9 gradi) ha investito la parte nord-orientale del Paese e dopo uno tsunami di dieci metri si è abbattuto seminando centinaia di morti sulla costa della città di Sendai, il capoluogo della prefettura di Miyagi.
E’ la quinta scossa più violenta da quando esistono le rilevazioni sismiche, e il più forte rilevato in Giappone, che avrebbe spostato l’asse di rotazione terrestre di quasi 10 centimetri. È il risultato preliminare di studi effettuati dall’Ingv, l’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.

Il bilancio ufficiale delle vittime parla di 337 morti e 531 dispersi, oltre a migliaia di feriti, ma purtroppo sembra destinato ad alzarsi di molto.
Una parte di vittime si trova sotto le macerie di edifici crollati, altri corpi su una spiaggia su cui si è imbattuto lo Tsunami, nel Nord/Est dell’isola di Honshu.
Anche una nave con 100 persone a bordo è stata travolta e la polizia nipponica parla anche di un treno con 100 persone, in servizio sull’area costiera, letteralmente disperso. Stessa sorte anche per 48, tra le quali 23 studenti, date per disperse dopo l’arrivo dello tsunami nel porto di Ofunato.
La diga di Fujinuma nella prefettura di Fukushima si è spezzata riversando l’acqua a valle che ha spazzato via l’intera città di Sukagawa. Lo riferisce l’agenzia Kyodo, numerose persone vengono date per disperse.

In pieno oceano, misurazioni dicono anche che esso abbia raggiunto ben 1000Km/h, e sulla costa è arrivato ad una velocità di 70/80, e in probabile arrivo, altre onde, infatti in allarme Hawaii, USA, Messico, Colombia, Perù e Cile.
Per ora, già numerose le scosse di assestamento, con magnitudo superiore a sei.

La situazione è meno grave a Tokyo dove i crolli sono stati limitati ma anche nella capitale si contano morti. Chiuso l’aereoporto di Ibaraki, a cause della caduta di una parte di tetto, bloccati i treni-proiettile, chiuse centrali nucleari e raffinerie: in quella di Iichihara, vicino alla capitale nipponica, si è sviluppato un incendio, così come era già avvenuto in porto, dove si erano innescati almeno sei focolai. Le immagini in tv mostrano una raffineria in fiamme alle porte di Tokyo. L’antenna in cima alla Tokyo Tower, il simbolo della capitale nipponica e della ricostruzione post-bellica, si è piegata a causa delle scosse. Trenta minuti dopo la scossa di terremoto a Tokyo gli edifici continuavano ad oscillare e le reti di telefoni cellulari non funzionavano. Le comunicazioni telefoniche attraverso le linee fisse o mobili sono pressoché impossibili, ha resistito però l’infrastruttura Internet, tramite la quale la gente continua a scambiarsi informazioni in tempo reale. Le fornitura di energia elettrica è saltata in un’ampia parte della piana del Kanto.

Per ora, è tutto, vi informeremo il prima possibile in caso di ulteriori danni, però, nel frattempo, partecipa anche tu all’iniziativa “Supportiamo il Giappone”, cambiando il nome della tua squadra in “We support Japan”.
Gialappo – Reporter (RA)

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Categorie:Uncategorized
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