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Ma davvero ci lascia?

Notizia di questi giorni Vasco Rossi si dimette da Rock Star!
So che avete sentito già questa notizia e che per molti di voi non cambierà nulla essendo per i “pivelli” solo un arzillo vecchietto di 60 anni che si dimena su un palco inseguendo l’immortalità di Peter Pan ma, per quelli della mia generazione e forse anche per la generazione prima e dopo la mia (1975), Vasco rossi rappresenta una costante nel firmamento delle emozioni legate alla musica.
Canzoni come “Jenny e paza”, “sballi ravvicinati del terzo tipo”, “vado in Messico” e la stranota “alba chiara” sono solo i primi singoli di un artista che cominciò la sua avventura nel mondo del rok ancor prima che io fossi nei pensieri dei miei genitori (per intenderci non ero ancora nato ne ero nei programmi di nascere). Eppure lui era li a cantare delle canzoni che sarebbero restate per sempre nel firmamento delle melodie italiane. Si tratta di poesie moderne. L’esempio classico è quella di “siamo solo noi” che è stata pubblicata non meno di qualche anno fa nei libri scolastici come Poesia Moderna che rispecchia il carattere della generazione degli anni 80. Nonostante i tempi che corrono via inesorabili, lui ha continuato a scrivere canzoni che colpivano nel segno impietose, crude, vere a tal punto da farti domandare se fossero scritte da lui che, nonostante gli anni, parlano di amore come lo farebbe un ragazzino appena adolescente.
Vi immaginate come sia possibile restare sempre giovane nonostante la vecchiaia avanzi? Bè Vasco la risposta ce l’ha data. Amare dal profondo del cuore qualcosa. Per lui quel qualcosa è la musica.
Io ho 35 anni ed ho centinai di emozioni legate alle sue canzoni.
Ma mi piacerebbe sapere se anche voi nel vostro passato avete dei ricordi legati alle sue canzoni.
Per facilitarvi vi dico una delle mie emozioni.

Visto la mia età non poteva che essere un emozione legata ad “alba chiara”. Mi fregio di essere un modestissimo chitarrista, il classico strimpellatore di chitarra dell’estate quello che nelle comitive dei campeggi o delle vacanze al mare porta la chitarra con se aspettando con ansia quelle magiche nottate di falò e birre calde bevute con lo sciabordio delle onde che si infrangono lente sulla riva. Bene io da giovane ero il classico chitarrista che restava a suonare anche quando oramai a notte inoltrata le sue canzoni avevano prodotto l’atteso risultato….tutti pomiciavano tranne me che dovevo reggere la colonna sonora di quel momento ( triste la vita del suonatore da falò sempre l’ultimo a cuccare). Eppure capitava che quando suonavo arpeggiando al meglio Alba chiara qualche ragazza si avvicinava per cantarla con me e incominciava a “pensare” che ero una persona di cui fidarsi, dolce un “anima fragile” come direbbe Vasco…… poverine non sapevano che un chitarrista è abile a capire il momento della serata in cui buttare l’esca e per me l’esca era esattamente “Alba chiara”. Grazie Vasco per le innumerevoli pomiciate che mi hai fatto fare….. NONO MOLLARE!!!!

Ora tocca a voi…… se ne avete cose da raccontare su Vasco sparatele pure….. sarà bello condividerle!!

chemist75

Categorie:Uncategorized
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