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Viaggio tra le stelle bianconere: Michel Platini

Preambolo:

Col passar del tempo anche la più fervida fantasia di uno scrittore va esaurendosi. La mia dopo soli tre articoli ha deciso di andare in ferie🙂

Sarà sicuramente colpa del periodo estivo. Ad ogni modo ho notato che un buon trucco per assicurarsi articoli a ripetizione è il creare una propria rubrica.

Un buon modo per non affaticare troppo la mente nel cercare di trovare di volta in volta l’idea giusta.

Così, dopo i telecronisti pazzi di Carmine e i giovani talentuosi “scoperti” da Emanuele Tonino Return (maledetto😛 con l’under 21 spagnola ti sei assicurato almeno una ventina di articoli facili facili…) apro anch’io la mia rubrica personale.

Da appassionato dei colori bianconeri  e in prossimità dell’inaugurazione del nuovo stadio (il primo in Italia interamente di proprietà di una società calcistica, sorto dalle ceneri del caro vecchio Delle Alpi), ho deciso di aprire una rubrica tutta mia relativa ad alcune delle 50 stelle bianconere che verranno celebrate proprio nel nuovo impianto torinese.

La rubrica si intitolerà “Viaggio tra le stelle bianconere” e vi proporrò in 11 articoli una sorta di “Dream Team” juventino.

Delle 50 stelle che sono state scelte dalla Juventus per impreziosire il nuovo stadio, io a mia volta ne selezionerò  11 fino a ricreare quella che, a parer mio, risulta essere la Juventus più forte di sempre.

Che, sempre a parer mio, tenendo conto che le stelle selezionate sono di epoche diverse, dovrebbe essere la seguente (4-2-3-1, il mio schema preferito, un po’ simile al 4-2-4 di Antonio Conte):

Buffon,

Scirea , Cannavaro, Thuram, Cabrini,

Zidane, Nedved,

Baggio, Platini, Del Piero,

Trezeguet.

Il preambolo è concluso. Queste sono le stelle di cui ripercorrerò carriera, aneddoti, magie…

———————-

Non potevo non iniziare da lui, le Roy, Michel.

« Un solo Re francese hanno amato gli italiani.

Non quei damerini che venivano da Versailles che in Italia si sono fermati sempre poco.

Il solo Re rispettato comandava con la testa, e inventava con i piedi.

Un figlio del popolo, con la classe di un aristocratico.

Fu l’unico in grado di cancellare le Alpi.

Con Platini, la Francia sembrava più amica. » (Fabio Caressa).

Michel Platini non ha sangue nobile. Ma nobile lo diventa sul campo. Le Roy, come verrà ribattezzato.

Nonni italiani (tutti e quattro), quello paterno era originario di Novara. Le Roy ha già dato la disponibilità ad assistere a Novara-Juventus quest’anno.  Sarà un ritorno a casa per lui, diviso nel cuore tra terra e colori.

Platini, prima di diventare Le Roy, deve affrontare una metamorfosi profonda. La sua non è propriamente una carriera da predestinato. Talentuoso, quello si, ma alla Juve arriva in punta di piedi. Non si è ancora affermato a livello mondiale.

La sua prima esperienza tra i professionisti la vive nella squadra della sua città: Nancy (dal 1973 al 1979).

102 gol in 172 presenze. Niente male direte voi. Ovviamente. Tuttavia la stagione 1978-79 (l’ultima al Nancy) è particolarmente travagliata: ritenuto responsabile del fallimento ai mondiali d’Argentina 78, viene fischiato dal pubblico; inoltre, nella trasferta di S. Etienne (4a di andata), si procura una triplice frattura del malleolo, che lo costringe ad un’assenza di 6 mesi.

Dopo l’annus horribilis Platini decide di cambiare aria e di trasferirsi proprio al S. Etienne (una delle squadre più forti di Francia in quel periodo). Appena tre stagioni, sufficienti però per conquistare il titolo di campioni di Francia nel 1981.

Ma Michel deve ancora trasformarsi in Le Roy.

E nel suo destino è scritto che il suo dominio si dovrà affermare coi colori bianconeri.

  « L’abbiamo comprato per un tozzo di pane e lui ci ha messo sopra il foie gras. »
  (Gianni Agnelli)

Platini-Boniek è la coppia che la Juventus si assicura nel 1982. In una squadra zeppa di neo campioni del Mondo (6, e tutti titolari: Zoff, Scirea, Gentile, Cabrini, Tardelli, Rossi) non è facile inserirsi.

E infatti i primi mesi di Michel sono esclusivamente di adattamento al nuovo habitat bianconero.

Dopo un girone di andata non da protagonista, Michel inizia la sua metamorfosi, con un crescendo di prestazioni e segnature nel girone di ritorno.

Tanto da aggiudicarsi al primo anno (nonostante la partenza ad handicap) il titolo di capocannoniere del campionato con 16 reti.

Il primo titolo personale di tre di fila.

La stagione 82-83 si conclude alle spalle della Roma, complice la distrazione europea della coppa Campioni, che si concluderà con la famosa sconfitta contro l’Amburgo (gol spettacoloso di Felix Magath), nonostante i favori del pronostico.

 http://youtu.be/nn7_njBzB0Q

Una stagione da eterni secondi, salvo la conquista della coppa Italia nella doppia finale con l’Hellas Verona (dopo la sconfitta per 2-0 al Bentegodi, rimonta per 3-0 nel match di ritorno con doppietta di Platini, che conquista il suo primo titolo personale con la Juventus).

L’83-84 è la stagione della consacrazione: vittoria in coppa delle Coppe                (in finale 2-1 al Porto)  e in Campionato al termine di un duello testa a testa col Torino (nei due derby Platini è decisivo).

Ma soprattutto, in quella stagione, Platini vince il primo dei tre Palloni d’oro di fila: Michel diventa “Le Roy”.

E nell’estate 84 trascina la sua Francia alla conquista del titolo europeo nell’edizione disputata proprio in casa.

L’84-85 è la stagione in cui la Juventus punta fortissimamente sulla coppa Campioni fallita due stagioni prima.

Il riscatto avverrà contro il Liverpool nella tragica notte dell’Heysel. Nell’impianto di Bruxelles, il 29 maggio 1985 la Juve si laurea campione d’Europa (rigore di Platini dopo atterramento in area di Boniek).

Ma prevale l’amarezza per la strage avvenuta quella sera ad opera degli hooligans del Liverpool, che determinarono la morte di 39 persone quella sera.

Le squadre inglesi furono pesantemente punite: bandite per 5 anni da qualsiasi competizione europea, per 6 il Liverpool.

Loro hanno imparato la lezione. Noi no.

La stagione 85-86 deve essere l’ultima tappa per arrivare in cima al mondo. La scalata affrontata dalla Juventus nell’ultimo triennio è chiara ed inarrestabile: dopo la coppa Italia, dopo lo scudetto, dopo la Coppa delle Coppe, dopo la Coppa Campioni, manca la ciliegina.

E’ una Juventus profondamente rinnovata, che sta cambiando pelle: via Gentile, Rossi, Boniek e Tardelli.

Ma arrivano giovani promettenti, tra cui Laudrup (decisivo nella finale di Tokio).

Già, Tokio, dove si disputava la Coppa Intercontinentale (non negli Emirati come avviene oggi tra oro e scecchi che di calcio non capiscono un tubo).

Allora non era possibile giocare una finale contro il Mazembe (sapete tutti a cosa mi riferisco LOL).

L’avversario era l’Argentinos Junior.

La vittoria bianconera si determinò ai rigori, dopo il 2-2 dei 180 minuti di gioco. Tutt’ora viene ricordata quella partita come una delle più belle tra le finali di coppa Intercontinentale.

Ma, al di là dei rigori, per chi ripensa a quella finale la prima fotografia che viene in mente è solo una: il meraviglioso gol di Platini annullato per fuorigioco e la seguente protesta entrata nella storia del calcio.

Guardatevi il video che è una chicca😉 con il commento in giapponese!

http://youtu.be/63mpjgVXnwk

“Platini goool, supaaal goool”😀 (al minuto 0:57).

“Skasci a ta t atta tera te re eeeeeeeeeee….” (al minuto 1:30).

LOL questi telecronisti giapponesi potrebbero ispirare Carmintotti!

Che nostalgia di quelle trombette giapponesi… fastidiose quasi quanto le vuvuzela sudafricane…

La Juventus è così arrivata in cima al tetto del mondo, ed il merito è in gran parte da attribuire a lui, le Roy.

A livello personale nel palmares di Platini manca solo il Mondiale per Nazioni. Nell’estate del 1986 la grande occasione: la Francia campione d’Europa è la favorita.

Eliminati i campioni del mondo in carica (l’Italia), i galletti si devono però accontentare del terzo posto finale, alle spalle di Argentina e Germania Ovest.

Il mondiale rimane l’unico cruccio di le Roy.

A fine stagione, a soli 32 anni, dopo aver vinto praticamente tutto (ad eccezione del Mondiale) le Roy non ha più voglia di dominare la scena.

Si sente appagato e ha la pancia piena. Si ritira all’apice della carriera. Da buon francese, col nasino all’insù, si rende forse conto che la curva del suo rendimento è destinata solo che a calare.

Preferisce così ritirarsi lasciando di sé il miglior ricordo possibile.

Oggi, invece, spesso i campioni blasonati quando sono in fase calante preferiscono “svernare” per i loro ultimi mesi di attività in paesi in cui si possono assicurare ingaggi faraonici (si vedano i vari Cannavaro, Roberto Carlos and Co.), senza rendersi conto che in questo modo la loro immagine si affievolisce.

Platini invece è diventato un mito del calcio anche per il suo prematuro ritiro.

http://youtu.be/IAYe2mbz36s

« Ho giocato nel Nancy perché era la squadra della mia città, nel Saint-Étienne perché era la squadra più forte di Francia, e nella Juventus perché è la squadra più forte del mondo … »

(Michel Platini)

Vi lascio con una top ten dei 10 gol più belli di Platini… vale la pena di vederla tutta… il gol finale contro il Pescara è spettacoloso….

http://youtu.be/92EjXKtYvzo

Au revoir da Peeeeem!

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