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L’Italia che vince ancora

9 Luglio 2006. Tutti noi ricordiamo questa data entrata nella storia dello sport più amato in Italia. Gli azzurri guidati da Marcello Lippi, al termine di una cavalcata eroica tra mille insidie e difficoltà, in un clima di sfiducia totale a causa del caso Calciopoli esploso nella stessa estate dei mondiali tedeschi, si laureano campioni del mondo.

30 Luglio 2011. A distanza di 17 anni dall’ultima volta, la nazionale italiana di pallanuoto, il Settebello, conquista il titolo mondiale nella durissima finale di Shangai, contro la quotatissima Serbia, piegata solo ai supplementari per 8-7.

E’ il terzo titolo iridato per il Settebello. Nel 1994, in occasione della conquista del, a questo punto, penultimo titolo, in campo, pardon, in acqua vi era anche Sandro Campagna, oggi ct della nazionale.

“La Serbia – il primo commento, ai microfoni RaiSport, del ct azzurro – ha individualità eccezionali. Noi li abbiamo battuti con l’atipicità del nostro gioco e l’unione tra di noi. E’ stata la vittoria del gruppo. Con la compattezza, gli italiani sono unici al mondo”.

C’è ancora un’Italia nel mondo capace di vincere. E lo fa mettendo in campo le qualità che contraddistinguono maggiormente proprio gli italiani nel mondo. Un popolo, quello italiano, storicamente diviso su tutto (guelfi e ghibellini, repubblicani e monarchici, Coppi e Bartali, berlusconiani e antiberlusconiani, ecc…).

Ma il popolo italiano è spesso capace di “fare gruppo”, di unirsi nei momenti più duri, nei momenti di maggior pressione.

Questa fu l’arma in più dell’Italia di Lippi, nel 2006. “Sputtanata” da tutti prima ancora di scendere in campo, a causa della bomba Calciopoli esplosa in quei giorni. Vi ricordate gli insulti rivolti a Cannavaro agli allenamenti poco prima di partire per la Germania? Gli gridarono “Cannavaro uomo di m***a”.

Poi il caso Pessotto, compagno di squadra di molti della nazionale alla Juve, che in quei giorni tentò il suicidio.

Un mix di elementi, di pressioni, che anziché abbattere quei ragazzi, li caricò fino a conquistare il mondo.

Il Settebello non era annoverato tra le favorite al titolo mondiale. Puntando 1 € sull’Italia campione se ne potevano vincere oltre 7.

Tuttavia l’Italia ha eliminato avversari di rango:  Sudafrica, Stati Uniti e Germania nel girone preliminare; battuto la Spagna vice campione del mondo nei quarti, la Croazia campione d’Europa in semifinale, fino ad avere la meglio in finale sulla Serbia iridata a Roma 2009.

I serbi per intimorire il Settebello urlavano negli spogliatoi e nel tunnel di passaggio sino alla vasca.

Certo, oltre alla pressione imposta dagli avversari,  non c’erano scandali particolari a mettere pressione o a dar carica agli azzurri: la pallanuoto, a differenza del calcio, è uno sport pressoché pulito.

Ritenevo doveroso parlare del successo del Settebello per un paio di motivi.

Motivo n°1: la pallanuoto, pur non essendo uno sport tra i più celebri in Italia, è uno dei più affermati a livello ligure, specialmente nella mia città, Savona🙂

Avete mai sentito parlare del Rari Nantes Savona? Gioca nella serie A di pallanuoto, e molto spesso è protagonista in Italia e in Europa.

In più dall’anno scorso gioca in un nuovo impianto definito tra i più belli d’Europa, adibito anche a piscina comunale al chiuso.

Quest’anno la Rari ha conquistato la coppa Len (una sorta di Europa League della pallanuoto) ed è giunta sino alla finale scudetto persa contro gli acerrimi nemici genovesi del Recco (che devo riconoscere essere la squadra più forte d’Europa,  una sorta di Barça della pallanuoto per proseguire con i paragoni calcistici).

Se volete saperne di più, date un occhio al sito della Rari😉 http://www.rarinantes.sv.it/

La Rari ha fornito due giocatori alla nazionale campione del mondo, Deni Fiorentini e Matteo Aicardi.

Motivo n°2: La pallanuoto, pur non essendo uno degli sport più celebri in Italia, non quanto il calcio almeno, meritava comunque più attenzione in questo periodo.

Noi italiani spesso diventiamo super appassionati degli sport più in voga del momento, salvo poi dimenticarli. Specie se si tratta di sport di squadra. Vi ricordate ancora del curling, disciplina semi-sconosciuta, una sorta di bocce su ghiaccio, emersa alle Olimpiadi di Torino nel 2006? Che dire invece della nazionale di Rugby, per cui c’è affetto e seguito solo in occasione del sei nazioni…

Stesse sfortune per il basket e la pallavolo, maschile e femminile, nonostante siano movimenti sportivi in cui l’Italia si è spesso affermata in passato.

Quello che intendo dire è che, pur non aspettandomi scene da tutti in piazza come per l’Italia di Lippi nel 2006, il Settebello campione del mondo meritava comunque maggiore popolarità, sia a livello di media (i telegiornali ne hanno parlato come fosse una notizia minore) sia a livello di affetto umano come popolo.

Chi segue la pallanuoto sa quanto sia duro e pesante questo sport. Per questo dovremmo essere riconoscenti a chi a livello mondiale ci ha rappresentato e fatto gioire.

Ed invece noi italiani preferiamo farci prendere costantemente per i fondelli da uno sport, il calcio, sempre più “sporco” (tra le varie inchieste di Calciopoli, Farsopoli, Monopoli, Scommettopoli, e chi più ne ha più ne mettopoli :P) e in cui gli sceicchi stanno riciclando il loro sporco denaro.

Giudico squallido che un giocatore come Pastore venga comprato per 42 milioni di Euro. Così come considero schifosi i 45 milioni versati dal City per Aguero. Io amo il calcio, ma quando si sentono notizie del genere viene quantomeno da riflettere.

Non esistono sport a livello planetario che facciano girare così tanti soldi come il mondo del calcio.

Sinceramente, non penso sia un bene.

Buone vacanze da Peeeeem!

Categorie:Uncategorized
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