Home > Calcio reale > Il mal di pancia del campione

Il mal di pancia del campione

“Un tempo il calcio riempiva tutta la mia vita. Non pensavo ad altro che al pallone, a volte non andavo nemmeno a scuola pur di poter giocare. Ora comincio ad invecchiare. Non ho la stessa grinta che avevo prima. Mi divertivo ancora di più alcuni anni fa, rimanevo dopo l’allenamento per giocare, scherzare. Oggi la mia vita quotidiana è diversa. Mi interessano anche altre cose. Mi divertivo ancora di più alcuni anni fa, oggi è più routine. Anche se mi diverto certamente ancora, godo ancora. Ma non mi vedrete con i capelli bianchi in campo, a giocare fino a rovinarmi. Voglio finire quando sono ancora al livello massimo, non so se ci riuscirò ma spero di sì“.

Parole di Zlatan Ibrahimovic. Parole che sanno di addio al calcio a fine stagione, ha pensato qualcuno tra gli addetti ai lavori. Parole che sanno di addio al Milan, ha sussurrato invece qualche maligno.

E subito si sono scatenate voci relative ad un eventuale passaggio del gigante di Malmo alla corte di Mourinho, sponda Real Madrid.

Ma anche un altro suo ex allenatore, Roberto Mancini, tiene sott’occhio la situazione. All’ambizioso e spendaccione Manchester City uno come Zlatan farebbe comodo, e come…

Non passa nemmeno una settimana dalle dichiarazioni di Ibrahimovic ed ecco che un altro talento rossonero, Antonio Cassano, si sfoga dopo la doppietta in Nazionale ai danni dell’Irlanda del Nord.

“Tra tre anni e mezzo, massimo quattro, smetto di giocare. Comincio ad invecchiare pure io. Voglio fare un bell’Europeo, arrivare ai Mondiali in Brasile, e poi smettere. Mi godrò la famiglia. Non so che andrò a fare, perché oltre a giocare a calcio non so fare niente. Che faccio, l’opinionista che non so parlare? Sono sempre stato attaccato da voi giornalisti. Di stronzate ne ho fatte anch’io, certo. Il 70% delle colpe è mia. Ma anche se l’altro 30% delle colpe è di voi giornalisti, alla fine la colpa è sempre mia. Qualsiasi cosa faccia, o dica, per voi sbaglio sempre. Così metterò gli scarpini al chiodo e non se ne parlerà più”.

Conclude scherzando: “Tanto dopo di me avrete da parlare di un altro bell’elemento, Mario (Balotelli), pure lui non scherza”.

Cosa spinge giocatori professionisti a rilasciare dichiarazioni del genere? Semplice stanchezza? O vi è dell’altro?
Vi sono diversi elementi che accomunano Zlatan e Antonio nella fattispecie.
Entrambi sono ormai trentenni (Cassano lo è quasi). Entrambi hanno avuto figli (Zlatan due, Antonio uno).
La famiglia per loro sta diventando importante. La nascita di un figlio ti cambia la vita. E non poter godere appieno degli anni più belli della vita di un figlio a causa dei numerosi impegni sportivi (allenamenti, partite, trasferte, Coppe, Nazionali, ecc…) per 10 mesi su 12 deve essere difficile anche per milionari come loro.
Forse cominciano a comprendere che la felicità può essere raggiunta non con i soldi, che di certo sul conto corrente di calciatori come loro non mancano, ma anche solo col sorriso di un bambino.  Il proprio bambino.
Più importante diventa la propria vita privata e familiare, meno voglia si ha di allenamenti continui e fisicamente stressanti per rimanere al top.
Perché è vero che i contratti dei calciatori sono esageratamente gonfiati, ma è anche vero che per arrivare al top devi essere al top.
E se non ti alleni con le giuste motivazioni, alla lunga tutto diventa “routine”, come diceva Ibra.
Qualcuno, d’altra parte, obietterà (giustamente) che campioni come loro hanno il privilegio di svolgere il lavoro più bello del mondo. E che non hanno mai sperimentato cosa significhi zappare la terra, lavorare in fabbrica o scavare in miniera.
Questo è senz’altro vero, ma chi afferma questo in genere commette anche l’errore di pensare che per giocare a calcio basti sapere tirare due calci al pallone. Un po’ troppo semplicistico, a dire il vero…
L’esempio di Cassano ne è la chiara dimostrazione: il talento non gli è mai mancato. Ma la sua testa ottusa ha fatto si che non sempre si allenasse per essere al top. Per questo si ritrova a quasi trent’anni con un palmares personale povero, scarno rispetto a quello che il mondo del calcio gli avrebbe potuto regalare.
“Ognuno ha quello che si merita”, ha aggiunto Cassano. “Se nel calcio non ho vinto tanto, è perché pure io al calcio non ho dato tanto”.

C’è chi, invece, pur essendo sempre padre di due bambini, vorrebbe continuare a giocare in eterno, quasi fosse un highlander, nonostante gli impegni in famiglia.
E’ il caso di grandi campioni come Del Piero, che a 38 anni ha appena messo piede nel nuovo stadio bianconero, e Totti, che recentemente ha dichiarato di voler giocare sino a che il fisico glielo consentirà, se è possibile sino a 40 anni.
Come è possibile che a 29/30 anni c’è chi non vede l’ora di ritirarsi, mentre gli over 35 progettano ancora per gli anni futuri?
Una risposta può essere legata alla testa del singolo giocatore: più uno si motiva, più uno ha obiettivi, più uno ha fame di vittorie, e meno pensa agli anni che ha alle spalle.

Un altro fattore può essere legato alla professionalità del singolo calciatore: giocatori come Totti e Del Piero non lasciano nulla al caso. E, visti gli anni che corrono, hanno preparatori atletici personali, da loro stipendiati, che li seguono da vicino e stilano per loro un programma atletico ad hoc, da associare alle sedute di allenamento che in genere si effettuano con il resto della squadra.
Davvero degli esempi da seguire. Non è un caso che i vecchietti terribili del nostro campionato siano delle bandiere di alcune squadre: Del Piero per la Juventus, Totti per la Roma, Zanetti per l’Inter…
Pur essendo comunque ben pagati, hanno vissuto anni bui, infortuni, retrocessioni e rinascite sempre con la stessa maglia, senza pensare di andare dove erano meglio pagati. E hanno sempre la stessa fame di quando erano ragazzini. A differenza di chi, invece, solo per guadagnare il più possibile (e per far felice il proprio procuratore), ha indossato maglie di mezz’Europa a costo di essere etichettato come mercenario, e a trent’anni appena si trova svogliato, senza più il sacro fuoco del pallone nelle vene.

Bb sisters by Peeeeem!
Peeeeem
Reporter (RA)
Topic per i commenti

Categorie:Calcio reale
  1. Non c'è ancora nessun commento.
  1. No trackbacks yet.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: