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SuperSic: 1987 – 2011

Come ben sapete, ieri, a Sepang, in Malaysia, è morto un campione, un pilota amato da tutti, bambini e adulti, Marco Simoncelli, proprio dove, nel 2008, aveva vinto il mondiale 250cc.
Nato a Cattolica, ma fin da piccolo viveva a Coriano, dove fin dall’età di sette anni, con le Minimoto, iniziò a correre, e a dodici anni, venne proclamato Campione Italiano, come nel 2000, dove corre per il titolo Europeo, arrivando secondo.
Con quei capelli da pazzo che non entravano sotto il casco, quel suo viso sempre sorridente, il numero 58 che incoronava la sua moto, la sua Honda, la sua aggressività, la sua voglia di vincere, che a inizio Mondiale tutti criticavano dicendo che era pericolosa per lui e per gli altri, ma purtroppo, ora è lassù che ci guarda, a soli ventiquattro anni.
SuperSic, conosciuto così, o semplicemente come Sic, per la sigla datagli nel mondo delle corse, travolto dalla moto di un suo avversario all’inizio di un GranPremio inutile, tappa inutile, di un Mondiale già deciso. Sì, inutile è l’unico aggettivo che ora può classificare quell’incidente. Un mostro di quattrocento chili che passa sol collo di Marco, bloccando in un attimo il respiro, la circolazione e i sogni, che a quell’età, hai il diritto di inseguire, anche se hai già guadagnato fama, gloria e soldi. Valentino era lì, ha visto la moto di Simoncelli compiere quella traiettoria innaturale, verso l’interno, senza partire per la tangente della pista come di solito avviene. Valentino era lì, con la sua Ducati, accanto alla Yamaha di Edwards. L’ha vista passare sul collo di Marco, impotente davanti alla tragedia che stava compiendosi.
Il pilota, nel terribile impatto ha perso anche il casco. E’ rimasto disteso sulla pista. Immobile. A nulla sono valsi i tentativi di soccorso: al centro medico della pista è arrivato in arresto cardiocircolatorio. Ed è morto subito dopo.

Vale ha anche detto:”Ciao Sic: duro in pista, dolce nella vita, eri il mio fratello minore”, parole che fanno piangere, di un pilota distrutto che sfiora il pensiero di smettere, da alcune indiscrezioni. Doveva essere il suo erede, ma purtroppo, tutto è finito prima di nascere.
Tutti noi speravamo di rivederlo, come al solito, rialzarsi dall’asfalto, correre verso la moto, e cercare di rimettersi in pista, lottando per finire e per la vittoria, ma così non è stato.

Penso di aver già parlato troppo, scusatemi ma sono davvero molto toccato. Non voglio mettere il video dell’incidente perchè non voglio che un Campione come lui sia ricordato solo per questo, per questo orribile, e inutile, incidente, ma per la persona che era, il talento che aveva, la sua bravura e la sua simpatia. Spero di essere capito. Ve ne metto soltanto uno che fece qualche giorno prima della gara:

Il Paradiso ha un angelo in più, ora vai, e insegna agli angeli come si impenna. Marco Simoncelli 1987 – 2011.
Gialappo
Reporter (RA), Editor – Language Assistant (LA)
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